z-score

3 Settembre 2025

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Formalmente, lo z-score di un dato valore x, all’interno di un insieme di dati con media μ e deviazione standard σ, è calcolato come z = (x – μ) / σ. Questo processo, noto come standardizzazione o normalizzazione, trasforma i dati in una distribuzione con media 0 e deviazione standard 1, consentendo confronti significativi tra insiemi di dati con scale diverse.

L’importanza dello z-score risiede nella sua capacità di identificare valori anomali (outliers) e di valutare la probabilità di osservare un dato valore in una distribuzione normale. Ad esempio, uno z-score di +2 indica che il valore è due deviazioni standard sopra la media, suggerendo un evento relativamente raro in una distribuzione normale (circa il 2.5% di probabilità di trovarsi in quella coda). In finanza, questo può essere utilizzato per identificare azioni che hanno performance significativamente superiori o inferiori alla media del mercato, o per segnalare eventi di rischio insolitamente elevati o bassi.

Nella pratica, lo z-score trova applicazione in diverse aree della finanza quantitativa. Consideriamo un esempio: immaginiamo che il rendimento medio di un’azione sia del 10% con una deviazione standard del 5%. Se l’azione registra un rendimento del 20% in un determinato periodo, il suo z-score sarebbe (20% – 10%) / 5% = 2. Questo indica un rendimento significativamente superiore alla media. Analogamente, uno z-score negativo indicherebbe una performance inferiore alla media. Gli z-score possono essere utilizzati per costruire strategie di trading basate su deviazioni dalla media, per esempio, vendendo un asset quando il suo z-score supera una certa soglia.

Nonostante la sua utilità, lo z-score presenta dei limiti. La sua efficacia dipende fortemente dall’assunzione di una distribuzione normale dei dati. Se i dati non sono normalmente distribuiti, lo z-score può fornire risultati fuorvianti. Inoltre, l’interpretazione dello z-score deve essere contestualizzata: un valore elevato potrebbe essere semplicemente dovuto a una maggiore volatilità, piuttosto che a una performance intrinsecamente eccezionale. Infine, l’utilizzo dello z-score per prevedere il futuro comporta un rischio intrinseco, in quanto si basa su dati storici che potrebbero non essere rappresentativi di tendenze future.

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Daily Market Analysis 20 Marzo 2026 – Dati aggiornati alla chiusura di Giovedi’ 19

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Il report DMA del 20 marzo 2026 analizza 29 strumenti in un contesto di mercato volatile_bullish con VIX a 25.09 (regime high) e risk appetite risk-off. SPY quota 659.80$ in uptrend di lungo periodo ma con score composito debole a 35.35/100, RSI a 35.3 e breaking below del minimo settimanale. Il comparto Energy domina la classifica: XLE registra il miglior score composito (79.88/100) con breakout del massimo settimanale, ADX a 46.7 e RS score massimo a 100, affiancato da USO (77.70/100, ADX 56.0). Sul fronte opposto, XLY (Consumer Discretionary, score 19.92) e XLF (Financials, score 23.25) sono i worst performer della sessione. La rotazione settoriale evidenzia preferenza per Energy e Utilities (XLU, RS 92.5) versus ciclici. Inclusi: scoreboard completo, analisi dei top/bottom 5, grafici interattivi, insights su opzioni con strategie credit spread e watchlist operativa con livelli chiave.

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(SPX GEX Deep Dive Analysis) — Expiry 20 Marzo 2026 Aggiornamento 17 Marzo

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Analisi della microstruttura del mercato SPX per la scadenza settimanale del 20 marzo 2026. Il report esamina il posizionamento dei dealer tramite GEX, OI e Drift: regime Short Gamma confermato con Net GEX a -$18.2 miliardi, spot a 6699 sotto il Gamma Flip di 69 punti, e un VWAS bullish a 6836 che indica pressione volumetrica verso il Max Pain a 6750. Include scenari operativi e strategie su opzioni SPX.

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Daily Market Analysis 15 Marzo 2026 – Dati aggiornati alla chiusura di Venerdì’ 13

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Il report Kriterion Quant DMA del 14 marzo 2026 evidenzia un mercato volatile rialzista con VIX a 27.19 — regime “alto” — e SPY a $662.29 sopra la SMA200 ma con risk appetite in modalità risk-off. Tra i 29 strumenti analizzati emergono USO, XLE e XLU come top performer grazie alla rotazione difensiva su energia e utilities, mentre finanziari (XLF) e valute (FXY, FXE) mostrano le strutture tecniche più deboli. Il report include score compositi, analisi RSI/MACD/ADX, strategie operative su opzioni calibrate per l’alta volatilità implicita e una watchlist con livelli di entry, stop loss e target.

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