augmented dickey-fuller adf

25 Settembre 2025

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Il test Augmented Dickey-Fuller (ADF) è un test di radice unitaria che verifica l’ipotesi nulla che una serie temporale contenga una radice unitaria. Formalmente, il test ADF verifica l’ipotesi nulla che il coefficiente di autoregressione di una serie temporale autoregressiva (AR) sia uguale a 1. Se l’ipotesi nulla viene rifiutata, si conclude che la serie temporale è stazionaria; altrimenti, la serie è non stazionaria (integra). A differenza del test Dickey-Fuller originale, il test ADF include termini autoregressivi ritardati per affrontare l’autocorrelazione nella serie temporale, rendendolo più robusto e applicabile a una gamma più ampia di dati. La statistica ADF viene calcolata tramite regressione e confrontata con un valore critico per determinare se rifiutare l’ipotesi nulla.

L’importanza del test ADF risiede nella sua capacità di determinare la stazionarietà di una serie temporale. La stazionarietà è una condizione fondamentale per molte tecniche econometriche e statistiche, come i modelli ARIMA e le analisi di regressione. Se una serie temporale non è stazionaria, le stime dei parametri di regressione possono essere distorte e i test di significatività possono essere inaffidabili. Ad esempio, se si analizza la relazione tra il prezzo di un’azione e il suo volume di scambio, è cruciale assicurarsi che entrambe le serie siano stazionarie prima di eseguire una regressione. Se una serie mostra una tendenza crescente o decrescente nel tempo, l’ADF può aiutare a determinarne la natura e a trasformarla in una serie stazionaria tramite differenziazione (es. calcolando le differenze tra valori consecutivi).

In pratica, il test ADF viene eseguito utilizzando software statistici come R o EViews. Si specifica il numero di ritardi da includere nel modello AR, spesso scelto tramite criteri di informazione come AIC o BIC. Il software restituisce la statistica ADF e il suo p-value. Se il p-value è inferiore a un livello di significatività predefinito (ad esempio, 0.05), l’ipotesi nulla viene rifiutata, indicando che la serie temporale è stazionaria. Consideriamo un esempio: se il test ADF su una serie di rendimenti azionari restituisce un p-value di 0.01, rifiutiamo l’ipotesi nulla di radice unitaria e concludiamo che la serie è stazionaria. Al contrario, un p-value di 0.20 suggerirebbe che la serie non è stazionaria, richiedendo una trasformazione (differenziazione) prima di poter essere utilizzata in modelli econometrici.

Nonostante la sua utilità, il test ADF presenta alcuni limiti. La scelta del numero di ritardi può influenzare i risultati, e l’interpretazione del test può essere complessa in presenza di strutturale break o di eterogeneità nella varianza. Inoltre, il test ADF non identifica il tipo di non stazionarietà (es. trend deterministico vs. trend stocastico). È quindi importante considerare altri test e metodi diagnostici per confermare i risultati del test ADF e garantire una corretta interpretazione dei dati. L’utilizzo combinato del test ADF con l’analisi visiva dei dati e altri test di stazionarietà, come il test Phillips-Perron, fornisce una valutazione più completa della natura della serie temporale.

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Daily Market Analysis 20 Marzo 2026 – Dati aggiornati alla chiusura di Giovedi’ 19

Daily Market Analysis 20 Marzo 2026 – Dati aggiornati alla chiusura di Giovedi’ 19

Il report DMA del 20 marzo 2026 analizza 29 strumenti in un contesto di mercato volatile_bullish con VIX a 25.09 (regime high) e risk appetite risk-off. SPY quota 659.80$ in uptrend di lungo periodo ma con score composito debole a 35.35/100, RSI a 35.3 e breaking below del minimo settimanale. Il comparto Energy domina la classifica: XLE registra il miglior score composito (79.88/100) con breakout del massimo settimanale, ADX a 46.7 e RS score massimo a 100, affiancato da USO (77.70/100, ADX 56.0). Sul fronte opposto, XLY (Consumer Discretionary, score 19.92) e XLF (Financials, score 23.25) sono i worst performer della sessione. La rotazione settoriale evidenzia preferenza per Energy e Utilities (XLU, RS 92.5) versus ciclici. Inclusi: scoreboard completo, analisi dei top/bottom 5, grafici interattivi, insights su opzioni con strategie credit spread e watchlist operativa con livelli chiave.

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(SPX GEX Deep Dive Analysis) — Expiry 20 Marzo 2026 Aggiornamento 17 Marzo

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Analisi della microstruttura del mercato SPX per la scadenza settimanale del 20 marzo 2026. Il report esamina il posizionamento dei dealer tramite GEX, OI e Drift: regime Short Gamma confermato con Net GEX a -$18.2 miliardi, spot a 6699 sotto il Gamma Flip di 69 punti, e un VWAS bullish a 6836 che indica pressione volumetrica verso il Max Pain a 6750. Include scenari operativi e strategie su opzioni SPX.

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Daily Market Analysis 15 Marzo 2026 – Dati aggiornati alla chiusura di Venerdì’ 13

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Il report Kriterion Quant DMA del 14 marzo 2026 evidenzia un mercato volatile rialzista con VIX a 27.19 — regime “alto” — e SPY a $662.29 sopra la SMA200 ma con risk appetite in modalità risk-off. Tra i 29 strumenti analizzati emergono USO, XLE e XLU come top performer grazie alla rotazione difensiva su energia e utilities, mentre finanziari (XLF) e valute (FXY, FXE) mostrano le strutture tecniche più deboli. Il report include score compositi, analisi RSI/MACD/ADX, strategie operative su opzioni calibrate per l’alta volatilità implicita e una watchlist con livelli di entry, stop loss e target.

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