Giovedì 25 giugno 2026 · Generato alle ~06:35 CEST (04:35 UTC) · Copertura: sessione USA di mercoledì 24 giugno e overnight (inclusa la trimestrale Micron dopo la chiusura)
Dopo la riunione del 17 giugno (tasso fermo al 3,50%–3,75%, forward guidance accomodante rimossa), il dot plot vede la mediana di fine 2026 a 3,8% e 9 membri su 18 indicano almeno un rialzo nel 2026. La probabilità di una stretta a settembre è salita verso il 70% (dal ~29% di una settimana prima), con i trader che scontano quasi due rialzi da un quarto di punto entro inizio 2027. Sullo sfondo, lo shock energetico legato al conflitto con l'Iran ha spinto l'inflazione (CPI di maggio dato al 4,2% a/a, massimo da aprile 2023 — fonte singola, da verificare).
Fonti: federalreserve.gov (ufficiale), Bloomberg, CNBC, U.S. Bank, Yahoo Finance · confermato multi-fonteL'11 giugno la BCE ha alzato i tre tassi chiave di 25 pb (deposito 2,25%, rifinanziamento principale 2,40%, marginale 2,65%) con effetto dal 17 giugno — prima stretta dal 2023, motivata dalle pressioni inflazionistiche da commodity. Lo staff vede inflazione media al 3,0% nel 2026 e PIL dell'area euro a +0,8%. Mercoledì 24 la BCE ha inoltre pubblicato il Convergence Report 2026, segnalando progressi limitati verso l'adozione dell'euro da parte degli Stati non aderenti.
Fonti: ECB (ufficiale), Bloomberg, Euronews Business · confermato multi-fonteGiovedì 25 (ore 14:30 CEST / 08:30 ET) è la seduta ad alto impatto: Core PCE di maggio (consenso +2,6% a/a; +0,1/+0,2% m/m), PIL finale Q1 (consenso +1,6%), richieste sussidi (consenso 225K), ordini di beni durevoli (+0,2%) e reddito personale (+0,4%). Il Core PCE — termometro preferito della Fed — è il dato che può validare o smentire le attese di un rialzo entro l'anno.
Fonti: Trading Economics, Kiplinger, BEA, calendario economico · confermato multi-fonteIl catalizzatore della notte: Micron (MU) ha riportato la trimestrale fiscale Q3 dopo la chiusura del 24 giugno battendo le stime su utili e ricavi e alzando la guidance per il trimestre in corso ben sopra il consenso (ricavi attesi attorno ai ~50 mld $, contro consenso ~43 mld), con dividendo trimestrale di 0,15 $ e 16 accordi pluriennali con clienti. Il titolo è rimbalzato di circa +14–15% nel dopo-mercato, risollevando il comparto memoria/AI dopo la debolezza diurna.
Fonti: CNBC, Yahoo Finance, TheStreet, Nasdaq · sorpresa positiva e reazione after-hours confermate multi-fonte · dati puntuali EPS/ricavi da aggregatori, non verificati su fonte primariaSedute contrastate in attesa di Micron: il Dow ha guadagnato 182 punti a 51.848,90 grazie alla rotazione verso i settori più penalizzati, mentre S&P 500 (7.358,22) e Nasdaq (25.476,64) hanno chiuso in lieve calo per il riposizionamento fuori da tech e AI. Sotto la superficie prosegue il travaso dai nomi ad alta valutazione verso comparti value/difensivi.
Fonti: CNBC, Bloomberg, TheStreet, Yahoo Finance · livelli di chiusura confermati da due fonti distinteIl comparto chip, epicentro del selloff di inizio settimana (ETF SMH a −7% martedì), si è stabilizzato in seduta prima di ricevere la spinta di Micron in serata. Sul fronte meme/retail, segnalata Wendy's (WEN) in forte rialzo nel pre-market dopo la nomina del nuovo CFO e un'ondata di acquisti su titoli ad alto short interest.
Fonti: Reuters (wrap), TheStreet · Wendy's +22% e SMH −7% fonte singola — verificareIl greggio ha perso circa il 4%: il WTI si è assestato attorno ai 70,3 $ (brevemente sotto i 70), il Brent ha ceduto il 4,3% verso i ~73,7 $. La pressione arriva dalla normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz — oltre 11.000 marittimi bloccati nel Golfo Persico hanno iniziato a uscire dopo le garanzie di sicurezza — e dai progressi nei colloqui di pace, con Washington che ha escluso pedaggi, costi assicurativi o oneri per le petroliere in transito.
Fonti: CNBC, Trading Economics, HDFC Sky · direzione e magnitudo confermate multi-fonteIl metallo è scivolato di oltre il 3% sotto i 4.000 $/oz (spot in area ~3.975–3.988 $), ai minimi da metà novembre 2025, dopo i ~4.118 $ di martedì. A spingere al ribasso la combinazione di dollaro più forte e crescenti scommesse su una Fed restrittiva, che riducono l'appeal del bene rifugio.
Fonti: CNBC, Fortune · livello e direzione confermati multi-fonteIl biglietto verde resta in tendenza forte: il Dollar Index ha gravitato attorno a 101,4, massimo da oltre un anno, sostenuto dal contrasto tra una Fed hawkish e le altre banche centrali; l'euro si è indebolito verso 1,143. Bloomberg segnala il proprio Dollar Spot Index ai massimi da novembre, con il dollaro in rialzo contro la maggior parte delle valute principali.
Fonti: Bloomberg (direzione), Trading Economics · livelli puntuali fonte singola — verificareTono in miglioramento rispetto al risk-off di ieri: le testate convergono su una stabilizzazione a due facce. Sollievo da Micron e dalla de-escalation geopolitica, ma overlay macro restrittivo (Fed hawkish, dollaro forte) che mantiene la prudenza in vista del PCE odierno.