Alla prima riunione presieduta da Kevin Warsh, il FOMC conferma il range invariato con voto 12-0 (quarto stop consecutivo). La mediana delle proiezioni vede ora i Fed funds a fine 2026 al 3,8% (da 3,4% di marzo): 9 membri su 18 indicano almeno un rialzo, 6 ne prevedono più di uno. I mercati iniziano a scontare una possibile stretta già a ottobre.
L'11 giugno la BCE ha alzato di 25 pb per contrastare le pressioni inflazionistiche generate dal conflitto USA-Iran sui costi energetici, con inflazione dell'area euro al 3,2% a maggio. Riviste al rialzo le stime d'inflazione (3,0% nel 2026, 2,3% nel 2027); crescita attesa allo 0,8% nel 2026. Lagarde: nessun pre-impegno sul sentiero dei tassi.
Le retail sales di maggio sono salite dello 0,9% mensile contro lo 0,5% atteso, segnalando consumi resilienti nonostante il contesto bellico. In parallelo, i prezzi alla produzione (PPI) hanno mostrato un'accelerazione, alimentando i timori d'inflazione che hanno irrigidito il tono Fed.
Il nuovo presidente ha annunciato task force per rivedere strumenti come dot plot e modalità di comunicazione, ritenuti troppo "rumorosi". Un cambio di stile che i quant dovranno monitorare per l'impatto sulla forward guidance e sulla volatilità implicita attorno alle riunioni.
Avvio piatto/positivo pre-FOMC, poi vendite diffuse dopo le proiezioni. S&P 500 −1,21% a 7.420,10; Nasdaq Composite −1,34% a 26.021,66; Dow −0,98% (−507 punti) a 51.492,55. Il rialzo dei rendimenti ha penalizzato soprattutto i settori growth.
Microsoft, Meta, Alphabet e Amazon hanno chiuso in calo, guidando la discesa. Il rendimento del Treasury a 2 anni è salito di oltre 16 pb (area 4,22%), riflettendo il repricing verso un sentiero dei tassi più alto e comprimendo le valutazioni dei titoli a duration lunga.
Livello 2Y ~4,22%: dato da singolo recap — verificareNonostante il tono Fed, i future sui principali indici hanno mostrato un rimbalzo nella sessione notturna, sostenuti dalle attese sull'intesa USA-Iran. Direzione qualitativa: dati puntuali pre-market non confermati su fonti multiple.
Movimento future: fonte singola — verificare prima dell'operativitàBrent in area ~79 $ e WTI ~76 $ dopo quattro sedute in calo, sulle attese di riapertura dello Stretto di Hormuz e ripresa dell'export iraniano. Un accordo interinale sarebbe atteso in firma in Svizzera venerdì. Il calo allenta i timori di shock inflazionistico energetico.
Il metallo si mantiene in area 4.330 $/oz, in leggero calo dopo i recenti rialzi: la prospettiva di de-escalation geopolitica riduce parte della domanda rifugio, controbilanciata dal contesto inflazionistico ancora elevato.
Il DXY oscilla in area metà 99 (≈99,5), sostenuto da dati USA solidi (retail sales, pending home sales) ma frenato dall'ottimismo sull'intesa USA-Iran che riduce la domanda di bene rifugio. EUR/USD in modesto calo sotto quota 1,1600.
Livelli DXY/EUR-USD: fonte singola (FXStreet) — verificareBTC scambiato in area 65.000–65.800 $ il 17/06, in lieve calo sulla giornata (circa −1%) ma in rialzo di circa il 6% su base settimanale; movimento di consolidamento in attesa dell'esito FOMC. Ether più forte (~+9% settimanale, fonte singola).
Le testate convergono su un quadro di cautela sull'azionario: la sorpresa hawkish della Fed di Warsh ha riportato in primo piano il rischio "higher-for-longer", con rotazione fuori dai growth. Il sollievo geopolitico (petrolio in calo) attenua, ma non ribalta, il tono difensivo.