Fortune / CNBC / Bloomberg
Il WTI si attesta a $112.05 con bias fortemente rialzista, in rialzo del +66% dall'inizio del conflitto USA-Iran (28 febbraio 2026). La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran — attraverso cui transita circa il 20% del greggio mondiale — rappresenta il più grave supply shock energetico dagli anni '70. Brent a $109.77 (+50%). Il prezzo della benzina USA ha già raggiunto $4.11 al gallone (da $2.98 pre-guerra).
Bloomberg / CNN / Al Jazeera
Trump ha esteso il deadline a martedì sera (Eastern Time) per la riapertura dello Stretto di Hormuz, minacciando attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane in caso di mancata compliance. Teheran ha risposto che il canale resterà chiuso finché non verrà "pienamente compensata" per i danni di guerra. Pakistan, Egitto e Turchia stanno mediando per ottenere una tregua di circa 45 giorni. Il mercato è estremamente sensibile a qualsiasi sviluppo nelle prossime 36 ore.
Middle East Insider / Capital Street FX
L'oro registra un rally straordinario del +40% da inizio 2026, spinto dalla domanda di safe haven geopolitica, dall'indebolimento strutturale del dollaro reale (inflazione in risalita) e dagli acquisti delle banche centrali. Il target range per oggi è stimato a $4.576-$4.761/oz. A questi livelli, la volatilità implicita sulle opzioni Gold è particolarmente elevata: opportunità per strategie di vendita di volatilità su scadenze brevi.
FXStreet / Bloomberg
Il Dollar Index (DXY) ha guadagnato +0.36% nella sessione precedente, sostenuto dalla domanda di liquidità in dollari e dalla fuga verso asset sicuri. Tuttavia, con un'inflazione USA attesa in forte risalita (CPI venerdì), il potenziale di apprezzamento reale del dollaro è limitato. Il mercato FX monitora attentamente il differenziale Fed/BCE: se la BCE alzasse e la Fed restasse ferma, l'EUR/USD potrebbe recuperare terreno.
Fortune / Euronews Business
L'Europa, che dipende fortemente dai raffinatori del Medio Oriente per il jet fuel, sta già sperimentando carenze concrete. L'Italia ha limitato le forniture presso alcuni aeroporti principali. L'impatto si trasmette direttamente sulle compagnie aeree europee (IAG, Lufthansa, Ryanair) e potrebbe estendersi ad altri settori ad alta intensità energetica nelle prossime settimane.